Cronache dalla Foresta vol. 3

Settembre 1, 2020

Siamo arrivati al terzo capitolo di questa nostra avventura, ma non preoccupatevi, questa non è una trilogia, quindi vi faremo compagnia con le nostre storie per molto tempo. Quella che vi raccontiamo oggi vi porterà in mezzo a un bosco, o meglio, a un futuro bosco (presto capirete).
Venerdì 7 agosto per combattere il caldo ci siamo concessi una fuga dalla routine aziendale, spostando le nostre attività a Lavarone, precisamente nella località di Malga Laghetto. Tutto il team dell’azienda ha preparato lo zainetto e si è ritrovato nella baita di Elsa e Sergio, fondatori di Essebie, nonché genitori di Alessandro e Mirko. Immersi nel verde, dopo una colazione abbondante (si sa, è il pasto più importante della giornata), abbiamo iniziato a tagliare e modellare alcuni tronchi di legno caduti per la prepotenza di Vaia. La nostra idea era quella di realizzare una panchina in legno e una bella insegna, che sancissero l’ingresso di quella che sarà la nostra foresta, la foresta di Essebie.

Al lavoro

Ma facciamo un passo indietro. Come molti di voi sapranno, due anni fa gran parte delle foreste trentine sono state colpite da Vaia, la tempesta che ha sradicato tantissimi alberi, provocando un forte impatto sull’ambiente. I danni sono stati ingenti e ciò che è rimasto delle foreste è stato piegato dalla forza del vento. Nell’ultimo periodo abbiamo fatto nostra questa sensazione, reduci da un’emergenza sanitaria che ha piegato anche noi, danneggiando la nostra vita di tutti i giorni, privata e lavorativa. Questo però non ci ha spezzato completamente, alcune delle nostre radici hanno resistito e sono alla ricerca di nuova linfa. Da questa volontà di ripartenza nasce la foresta di Essebie, un luogo che aiuterà noi a crescere e ad innovarci e aiuterà la foresta a ripopolarsi. Con l’autorigenerazione e il nostro piccolo contributo la natura riprenderà i suoi spazi e insieme torneremo ad essere come prima, la stessa anima con nuove piante e nuovi obiettivi.

Quasi pronti

È con questi presupposti che abbiamo organizzato la prima gita nel nostro bosco, che si trova nei pressi della località malga Laghetto. In questo angolo naturale sono sopravvissuti solo tre piccoli alberelli vicino a dei grandi sassi, dove abbiamo deciso di posizionare la tabella e la panchina. Dopo aver ripulito il terreno abbiamo piantato quello che ora è a tutti gli effetti l’ingresso della nostra foresta, di cui presto conoscerete i dettagli.

“Com’è fatto” versione Essebie

È stato un lavoro di squadra, iniziato già qualche giorno prima in laboratorio, dove Irene ha scalpellato l’insegna. Gli intoppi ci sono stati, come d’obbligo, ma nonostante la motosega rotta siamo riusciti comunque a terminare la nostra missione, festeggiando poi con un delizioso piatto di pasta al pomodoro (con tanto di lucanica) preparato dall’amorevole Elsa. Questa uscita è stata un’occasione per collaborare in un ambiente diverso da quello lavorativo e a stretto contatto con la natura. Una giornata di team building che si ripeterà sempre più spesso, rendendoci a tutti gli effetti dei veri e propri custodi del “bosco che non c’è”…ancora.

Orgogliosi del risultato